L'industria siderurgica europea e' il motore dell'economia europea, un fornitore chiave per l'industria automobilistica, quella delle macchine e altre industrie emblematiche d'Europa.
L'acciaio contribuisce con circa 83 miliardi di euro di valore aggiunto diretto all'economia europea. Come materia prima di base per altri settori chiave, contribuisce anche con oltre 1,4 trilioni di euro di valore aggiunto in queste industrie combinate. In generale, l'industria siderurgica e i principali settori di consumo rappresentano circa il 9% del valore aggiunto complessivo in Europa.
Tuttavia, gli introiti sono stati deboli rispetto ad altri settori industriali pesanti, come l'estrazione mineraria o l'energia.
In seguito alla crisi finanziaria mondiale del 2008-2009, l'industria siderurgica europea ha registrato una perdita permanente della domanda di circa 35 milioni di tonnellate. Scendendo da 188 milioni di tonnellate (media 2004-2008) a 153 milioni di tonnellate (media 2011-19).
Questa perdita e' stata determinata da un calo della domanda in tutti i settori di utilizzo finale. In particolare nelle costruzioni, dopo il boom edilizio (soprattutto nell'Europa meridionale), e nell'industria del petrolio e del gas.
L'Europa un tempo era un esportatore netto di prodotti siderurgici. Ma e' diventata un importatore netto a partire dal 2016, con le importazioni nette che hanno raggiunto circa tre milioni di tonnellate nel 2020. L'aumento delle importazioni, unito al calo della domanda, ha accelerato il declino dell'utilizzo della capacita' produttiva.
L'acciaio ha una rilevanza strategica per questi settori chiave che utilizzano l'acciaio, richiedendo una vicinanza geografica per la consegna precisa e puntuale, una catena di approvvigionamento solida con tempi di consegna brevi, nonostante la crisi del COVID-19, e un'innovazione congiunta dei prodotti.
L'industria siderurgica europea dovra' affrontare in futuro tre principali sfide:
1. Un aumento della sovraccapacita' a causa del calo della domanda di cinque-dieci milioni di tonnellate metriche dovuto alla crisi del COVID-19.
Cio' si deve principalmente al fatto che gli operatori dei settori chiave dei consumatori, come l'automobile, sono stati costretti dalla crisi del COVID-19 ad adeguare la propria attivita', chiudendo o spostando la produzione dall'Europa verso altre regioni. Inoltre, una domanda permanentemente piu' bassa di spazi per uffici dopo la crisi del COVID-19, causata dall'aumento del lavoro a distanza, potrebbe ridurre la domanda di edifici per uffici. Il che a sua volta ridurra' la domanda di acciaio nel settore delle costruzioni.
2. Costi crescenti legati alle tasse sul CO2.
Gli operatori siderurgici europei devono avere una risposta a breve termine per compensare i costi piu' elevati migliorando la redditivita'. E adottare misure incrementali che riducano le emissioni di CO2 - ad esempio, aumentando il tasso di riciclo dei rottami.
3. Investimenti significativi necessari per la decarbonizzazione dell'industria siderurgica europea nel medio e lungo termine.
Le aziende siderurgiche devono adattare il loro piano a lungo termine e scegliere tecnologie che supportino la neutralita' del CO2, tenendo conto delle indicazioni e del sostegno potenziale da parte dei decisori politici.
I produttori europei di acciaio dovrebbero considerare l'attuazione di una serie di operazioni strategiche a breve, medio e lungo termine. Per garantire la sostenibilita' economica e ambientale in futuro. Queste mosse strategiche potrebbero comprendere passi di ristrutturazione volti a ridurre la capacita' produttiva. Passi verso il consolidamento della posizione delle aziende siderurgiche attraverso la diversificazione delle loro capacita'. E la sostenibilita' che si orienta verso la produzione di acciaio a basse emissioni o senza carbonio.
Fonte articolo: www.mckinsey.com